La Speranza

Nel periodo in cui si ricorda l’ora più buia della storia umana, un messaggio semplice, quel messaggio che ha guidato l’umanità fuori dalle tenebre.

La speranza è la goccia di colore nel grigio di un’esistenza persa, che attira l’attenzione, strappa un sorriso alle labbra serrate dalla disperazione. È il motore di tutto, primo mobile del cosmo, luce fissa dei naviganti dell’ombra. Guida dello spirito perso nel buio, corazza dell’eroe che combatte bendato, fede dell’escluso e dell’emarginato, felicità del credente e forza dell’odiato.

La speranza si rafforza nel grido di dolore di quell’umanità tradita e violentata. La sua foga travolge il mondo nel pianto gioioso di un bambino appena nato, nella potenza del sorriso di un bambino spensierato. Mentre il solido pensiero frana sulle disgrazie umane lasciando brandelli della morale antica, quella piccola luce sbiadita illumina dal profondo la sua cara e fragile vita. Accoglie come madre chi non non può più stare solo, chi rinchiuso nella sua tomba vede il sole e immagina il suo calore. Soccorre chi legge nelle stelle la venuta di un tempo di pace, compare negli occhi sognanti di chi cammina a piedi scalzi nei sentieri dei suoi pensieri, quelli che mai verranno cancellati.

La speranza abbraccia lo spirito coraggioso di chi ha voluto cambiare qualcosa, di chi con costanza ha bevuto a quella fontana, di chi ha indicato quella stella anche quando tutti pensavano fosse un pazzo.

La speranza sorride a chiunque la voglia ammazzare, non vive di morte ma la sa ascoltare. La speranza lenisce le ferite create, guarisce le ambizioni malate e garantisce il futuro nel nero della notte. È il caldo dell’estate, la freschezza della neve d’inverno, il tepore che pervade i corpi assonnati. La bellezza concentrata in un solo momento, poco prima della discesa verso l’inferno, la sorpresa della sua risalita, ciò che attende l’uomo in cima alla salita.

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