L’Odio

Fatalmente arriva anche l’odio. L’ultimo dei sentimenti umani, quella condizione propria di chiunque perda la capacità di mostrarsi indifferente alle difficoltà della vita. Condizione anche di chi rende l’emozione opposta morbosa, tossica, di colui il quale, trovandosi nell’incapacità di distinguere amore e possesso, imprigiona l’altra anima in una morsa sempre più stretta, da cui diventa impossibile liberarsi, rendendo il terreno fertile per l’odio.

Odiare è come amare, stesso forte legame, stessa indissolubile forza. Gli opposti che senza attrarsi si ostacolano, fine delle leggi della fisica, oltre la natura, oltre ogni logica. L’odio acceca, ribalta la realtà, inibisce i sensi, rende animalesco ciò che prima era umano. L’odio per il mondo, per il creato, così come per il singolo essere umano, più è vicino più è grande. Quel meccanismo che in solitudine si scaglia contro chiunque voglia avvicinarsi, contro chi è più vicino, contro chi tende la mano. Insensato come l’amore, distruttivo, mangia da dentro, riduce a brandelli fino a non lasciare alcuna speranza, deprime chi lo prova. Fratello della violenza, si scaglia contro chiunque, senza una motivazione.

L’odio è l’autodistruzione del sentimento, soverchia ogni altra emozione, riempie e non lascia il posto a nient’altro. Come un tiranno, crudele e potente, controlla ogni singolo attimo della vita, giura e spergiura vendetta a chiunque voglia fermarlo, e vince con la violenza della sua forza. Distruttore, mai ricostruttore, spazza via le fondamenta dell’amicizia, le relazioni della stessa vita, fino a lasciare solo vuoto e solitudine, i due veri obiettivi dell’odio.

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