Dopo la vita

Che strano quel momento. È un istante, solo, senza senso, improvviso. Non è vero che passa tutta la vita davanti, non passa proprio un bel niente. Per la verità è banale. Un boato, un colpo, il respiro che fatica, la mente che si annebbia, la vista che la segue, poi la pace. Sembra ancora più strano di quanto si possa immaginare, la tranquillità, quasi una consapevolezza che da quel momento non dovrai più preoccuparti di nulla. Quindi sì, tutto termina in questo modo. Solo una cosa non mi torna, come mai continuo a pensare? Sembra che la mente sia ancora sveglia, sembra che non ci sia una fine. E se la vita fosse veramente infinita? Però se questo è il paradiso, o l’inferno, diciamo l’aldilà, non è poi come me lo sarei aspettato. Non c’è nulla.

Pazienza, provo a capire dove sono. Il corpo, non ho più percezione del corpo. Sarò diventato un’anima. Non capisco nemmeno in che posizione sono. Forse coricato, questo almeno è quello che ci immaginiamo quando moriamo. Se solo i miei pensieri mi dessero tregua… sì, sento delle voci, lontane, roche, profonde, rimbombano, come una sorta di eco, come se fossero all’interno di una caverna. Mi sa che mi è toccato l’inferno, me lo aspettavo. Dopo tutto quello che ho fatto durante la vita, se c’è un Dio non poteva che mandarmi qui. Non ho nemmeno visto un Dio, o qualche angelo, non ho visto proprio nulla. Mi concentro sulle voci. Si avvicinano. Ma che lingua parlano? Non la capisco. È molto simile all’arabo. Si parla l’arabo all’inferno? No, ora sembra inglese. Sì, è proprio inglese. Assurdo, la lingua ufficiale dei demoni è l’inglese, e io nemmeno lo capisco. Ora li vedrò. Invece no. Si avvicinano e non li vedo. Avrò ancora un corpo? Provo ad aprire gli occhi, ma non rispondono, non li sento proprio. Però inizio a vedere una luce, e delle ombre, forse sono i demoni. Chissà cosa dicono. Ora ridono. Ora sono seri. Se capissi qualcosa. Ok, ho capito, sono sdraiato. Qualcuno si avvicina a me. Allunga le mani, sento un brivido freddo. Strano. Non so da dove sia venuto, non so nemmeno dove corra questo brivido, ma lo sento. Si allontanano.

Non so da quanto tempo sono qui. Forse ore, forse giorni, il tempo trascorre lento nell’inferno. Prima di morire pensavo che sarebbe stato più divertente del paradiso, invece è noioso. Però sta tornando qualcuno. Sento passi, voci, risate, che si fanno subito serie. Qualcuno pronuncia il mio nome, che sia arrivato il momento del giudizio? Magari mi diranno che ne sarà di me. Sento ancora un brivido. Che stanno facendo? Non capisco più la mia posizione, sento brividi, voci vicine che parlano in continuazione. Ora sento anche un senso di fastidio. Anzi. Questo è dolore. Sempre più forte. Che mi stanno facendo?

Ecco, la voce è sempre più ovattata. Come quando da vivi aumentava la pressione che premeva sulle orecchie e sentivo sempre meno. Mi capitava quando stavo per uccidere qualcuno o quando mi incazzavo. La mente mi si annebbiava e le orecchie si tappavano. Ma questa volta è diverso. Non sento il cuore battere. Quando pulsava forte in quei momenti sembrava mi rimbalzasse in testa, invece ora nulla. Anche la mente, è lucida. Riesco a pensare, ragionare, ma fa male. Il dolore arriva dal…ventre. Riesco a sentire. Come se il mio corpo fosse sparito e ora si stesse ricomponendo. Il dolore arriva fino alla schiena. E ora anche il cuore. Sento pulsare lentamente. Quindi c’è vita dopo la morte. Ed è proprio come quella sulla terra. Dolore, preoccupazioni, ansia. Sì, ansia, è arrivata. Non ne ho avuto mentre morivo e adesso è lì, che inizia a farsi sentire. Sento qualcosa, il dolore diventa lancinante. È tornato il silenzio. Sento una pressione, sempre più forte. Ma, qualcuno preme con un qualche strumento, è freddo. Ha toccato un osso. La colonna vertebrale, il dolore passa per tutta la schiena e arriva fino al collo. Mi fa male la testa. Sento delle scosse, violente. Cosa cerca dentro il mio intestino? Lo sento, cerca qualcosa. Sento le interiora che si spostano, come fosse gelatina. Lo stomaco. Ho la nausea. Sento una pressione sullo stomaco, ma è dall’interno. Si è fermato. Uno strappo, forte. Un’altro. Ha sfilato qualcosa. La pressione è diminuita, il dolore rallenta. Mi avranno strappato via qualche organo, magari il cuore. No, lo sento battere, lentamente. Non capisco. Riprendo fiato. Ma… sto respirando.

Va decisamente meglio. Il dolore è quasi sparito, sono solo indolenzito. Respiro. Che strano, ora sento il bisogno di aria, sembra che non sia abbastanza. Sono in carenza d’ossigeno. Ma non sono morto? L’inferno è strano. Tornano. Sento ancora i passi, le voci, e vedo le ombre. Sono sempre più chiare. Ora sono qualcosa più di semplici ombre. Parlano, ora la voce è più comprensibile. Le immagini si schiariscono. Strano, credevo che l’inferno fosse scuro, buio, invece è luminoso. Vedo un’altra luce, potente. Qualcuno mi deve giudicare? Cosa sarà? Magari non è l’inferno. Ecco, qualcuno si avvicina. Sembra un uomo. Ha il volto coperto. Ha qualcosa di chiaro addosso, pensavo che i demoni fossero scuri. Forse è un angelo. Ma cosa dico?! Perché ho sofferto tanto? E cosa vogliono questi da me? Ha qualcosa in mano, ma cosa è? Lo avvicina al mio corpo. Ora non vedo più nulla. È silenzioso. Sento qualcosa di freddo che scorre sul mio petto. Sento fastidio. Il cuore sta battendo di nuovo forte, lo sento dentro la testa. Sento pizzicare nel punto in cui scorre il freddo. Sento anche una pressione, sempre più forte. Il dolore è lancinante. Apro la bocca. Urlo!

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